Come creare un piano di crescita personale

La risposta, per quanto possa sembrare poco tecnica, è semplice: non esiste un piano uguale per tutti.
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Quando si parla di creare un piano di crescita personale, la prima domanda che molti si fanno è: da dove comincio?
E la risposta, per quanto possa sembrare poco tecnica, è semplice: non esiste un piano uguale per tutti.
Non c’è una sequenza di step universali, un modello rigido da seguire o una lista di regole da spuntare una dopo l’altra.
La crescita personale è un viaggio profondamente soggettivo, che parte da un’esigenza interiore e si costruisce giorno dopo giorno, adattandosi a chi siamo davvero.

Il primo passo: silenziare il rumore esterno

Come ho già condiviso in un precedente articolo (che puoi leggere qui), la crescita personale non può esistere senza prima attraversare il silenzio.
Silenzio non come assenza di suoni, ma come scelta consapevole di allontanarsi da ciò che inquina la mente.

Viviamo costantemente immersi in un flusso di notizie, gossip, cronaca, contenuti non verificati. Tutto questo, lentamente ma costantemente, avvelena i nostri pensieri, genera confusione e impedisce di ascoltarci davvero.
Solo quando impariamo a silenziare questo rumore, a liberarci da ciò che non serve, possiamo cominciare a pensare con maggiore chiarezza e serenità.

È da lì che inizia ogni piano di crescita personale: dal fare spazio dentro di sé.

Creare nuove routine, cambiare abitudini


Una volta ritrovata una certa quiete interiore, arriva il momento di rivedere la quotidianità.
Per crescere, è necessario cambiare qualcosa.
Non serve rivoluzionare la vita in un giorno, ma introdurre piccole abitudini nuove, sane e coerenti con chi siamo.

Spesso in rete si leggono frasi come “devi fare la doccia fredda”, “devi meditare due ore al giorno”.
La verità è che nessuno di questi consigli, per quanto utili, vale per tutti.
La chiave è creare una routine su misura, adatta alla nostra energia, ai nostri ritmi e alla nostra natura.

C’è ad esempio un ottimo libro di Robin Sharma, “Il club delle 5 del mattino”. Io l’ho letto e applicato minuziosamente ciò che spiega il libro. La questione è che le informazioni contenute nel libro sono super valide ma non per tutti, non può esistere un vademecum valido universalmente perché ognuno di noi è contraddistinto dalla sua unicità. Perciò tutto deve essere plasmato a seconda delle nostre caratteristiche.

Se ami il mattino e ti senti più positivo all’alba, potresti scegliere di anticipare la sveglia anche solo di un’ora. Quindi le attività da inserire nella tua nuova ora potrebbero essere:

  • leggere qualche pagina di un libro formativo o biografico,
  • ascoltare un podcast che nutra la mente,
  • concederti una colazione lenta, consapevole, dedicata solo a te.

Non serve emulare i “club delle 5 del mattino” o imitare chiunque sembri avere la ricetta del successo.
L’importante è che quella routine risuoni con te e ti faccia stare bene.

Adattare la crescita alla propria energia

Non tutti sono mattinieri, e va bene così.
Se sei una persona che tende a fare tardi la sera, puoi dedicare le ore notturne a te stesso:
leggere un buon libro, ascoltare musica meditativa, oppure praticare 10 minuti di ascolto interiore.

Piccoli gesti che aiutano la mente a calmarsi e a prepararsi al riposo in modo più sereno, senza le interferenze dei social, della televisione o del rumore informativo che riempie le nostre giornate.La crescita personale non dipende dall’orario, ma dalla qualità della presenza che dedichi a te stesso.

Disciplina: il vero motore del cambiamento

Puoi creare il piano migliore del mondo, ma senza disciplina rimane solo un’intenzione.
La crescita personale richiede costanza, impegno e coerenza.
Significa mantenere fede agli impegni che prendi con te stess*. Non serve forzarsi, ma serve allenarsi a rispettare le proprie scelte.
Ogni volta che segui la routine che hai deciso, anche solo per dieci minuti, rafforzi la tua autostima e costruisci fiducia interiore oltre che resilienza.
E con il tempo, questi piccoli gesti quotidiani diventano la base di un cambiamento profondo e duraturo.

Conclusione

Creare un piano di crescita personale non è una questione di schemi (anche se servono nuove abitudini e disciplina), ma di ascolto.
È imparare a riconoscere ciò che non funziona, a scegliere il silenzio, a creare abitudini sane e a coltivare la disciplina come forma di amore per sé stessi.

La crescita non si impone: si coltiva.
E lo si fa un giorno alla volta, con presenza, e con il coraggio di restare fedeli a sé stessi. Il tutto ovviamente comporta molta pazienza perché l’immediata soddisfazione in questo processo di intelligenza evolutiva non esiste !

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