Quando si parla di crescita personale, molti cercano un metodo, una guida passo dopo passo, quasi un manuale che dica: “fai questo, poi quello”.
La verità, almeno per come l’ho vissuta io e come me tanti altri, è che non esiste alcuna formula prestabilita.
Non ci sono schemi, non ci sono ricette.
C’è solo una necessità che nasce dentro, spesso in momenti di confusione o smarrimento, quando sentiamo che qualcosa non torna, che dobbiamo capire di più — non tanto del mondo, ma di noi stessi.
Il primo passo: allontanarsi dal rumore esterno
Tutto inizia da qui.
Il rumore esterno è la prima barriera tra noi e la nostra consapevolezza.
Viviamo costantemente immersi in un flusso di informazioni che ci sovraccarica: social network, notizie di cronaca, gossip, opinioni non verificate. Tutto questo entra nella mente e la avvelena lentamente, impedendole di ascoltare ciò che davvero conta. La sai la metafora della rana bollita ? Beh la tua mente si avvelena proprio cosí.
Il primo passo concreto verso la crescita personale è quindi staccare.
Smettere di alimentare la mente con notizie e contenuti inutili, e dare spazio al silenzio.
Quando la mente si tranquillizza, anche solo dopo una o due settimane di “digiuno informativo”, accade qualcosa di sorprendente: cominciamo a sentire una pace nuova, una forma di chiarezza interiore che prima era soffocata dal rumore.
Studi scientifici dimostrano che il silenzio previene il decremento cognitivo causato dal rumore e favorisce migliori performance immediate.
Trovi la bibliografia di alcuni studi alla fine di questo articolo
Il momento delle domande
È in quel silenzio che sorgono le prime vere domande, quelle che fanno tremare dentro:
- Ma cosa mi sta succedendo, perché sembra che io abbia quello che desidero però non mi sento soddisfatt*?
- Cosa voglio davvero dalla mia vita?
- Sono felice di quello che sto facendo?
- Sto vivendo la mia vita o quella scelta dai condizionamenti esterni ?
Scrivere queste domande su un foglio, su un diario o su un bloc-notes è già un atto di coraggio, è dura ma va fatto !
Perché spesso le risposte che emergono non sono comode:
“Faccio questo lavoro solo perché ne avevo bisogno.”
“Ho seguito questi studi perché mi è stato consigliato.”
Frasi come queste rivelano che qualcosa dentro di noi chiede un cambiamento.
Ed è proprio lì che comincia davvero il viaggio di crescita personale.
Quando la consapevolezza si risveglia
Il percorso non è mai lineare: è fatto di tappe. Piccoli o grandi “clic interiori” che illuminano il nostro cammino. Sono quei momenti improvvisi che figurativamente parlando sono come un fulmine a ciel sereno.
Sono le “intuizioni” lampi di verità che arrivano all’improvviso, senza logica, ma con una certezza profonda. Ogni volta che li viviamo, facciamo un salto. È un cambiamento irreversibile: da lì in poi non siamo più gli stessi (siamo più consapevoli e conseguentemente piú evoluti)
Ma per arrivarci serve attraversare zone d’ombra. Serve autoanalisi ma fatta con distacco emotivo (come se analizzassimo qualcun altro/altra che non siamo noi) il coraggio di guardarci dentro e di accettare sopratutto quelle parti meno belle di noi, quelle parti che non amiamo.
Accettare quelle parti meno belle di noi non ci rendono “vulnerabili” ma bensì ci “fortificano” nell’accettazione di chi siamo. Solo così, lentamente, prepariamo il terreno a quei momenti di svolta che ci spingono in avanti.
Bibliografia
Reynolds, McClelland & Furnham — An investigation of cognitive test performance across conditions of silence, background noise and music as a function of neuroticism.(2014): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4066931/
Wright et al. — Moderators of noise-induced cognitive change in healthy adults. (Noise & Health, 2016): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4918666/
Song et al. — Effects of Noise Type and Noise Sensitivity on Working Memory in Healthy Adults (2022) — (revisione / studio con dati umani): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9743306/