Cosa vuol dire Crescita Personale

È un processo di sviluppo di intelligenza evolutiva.
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cosa vuol dire crescita personale

Oggi il termine crescita personale è molto inflazionato. Sembra quasi aver perso significato.

Lo si sente ovunque: formatori, coach, consulenti. Tutti parlano di crescita personale, come se fosse una moda ormai passata.

Tuttavia, per me la crescita personale non è uno slogan. Non è nemmeno un’etichetta da usare per farsi belli. È piuttosto un processo di sviluppo di intelligenza evolutiva.

Pensiamo all’etimologia della parola “intelligenza”. Infatti, risale al latino, derivando da intelligere (o intelligentia), che significa “comprendere” o “capire”.

Questo verbo latino è formato dalla preposizione intus (“dentro”) e dal verbo legere(“cogliere”, “raccogliere”, “leggere”). Quindi suggerisce l’idea di “leggere dentro” o “comprendere in profondità”.. Fonte wikipedia

Il mio incontro con la crescita personale

cosa vuol dire crescita personale

Mi sono avvicinato a questo mondo non per curiosità, ma per necessità. Avevo quasi 40 anni. Parliamo di poco meno di vent’anni fa.

Allora il termine “crescita personale” non era nemmeno così diffuso. Invece, solo nell’ultimo decennio il fenomeno si è diffuso in ogni singola sfaccettatura.

Questo processo (amo definirlo sviluppo di intelligenza evolutiva) comincia quasi sempre quando viviamo momenti bui. Pertanto, nasce come esigenza interiore nei momenti difficili.

I momenti bui come punto di partenza

Anche nella mia esperienza, il processo è nato in uno dei momenti più bui della mia vita. Ma quali sono questi momenti bui?

I momenti bui possono essere diversi. Per esempio, la perdita di una persona cara.

Oppure un fallimento economico. Ancora, un divorzio. O semplicemente la frattura di quella routine che chiamiamo zona di comfort.

In quei momenti ci sentiamo smarriti. Siamo incapaci di capire cosa accade dentro e fuori di noi. Di conseguenza, nasce l’esigenza di comprendere, di dare un senso.

Quando si perde ogni punto di riferimento, subiamo una forte destabilizzazione. Allora qualcosa dentro di noi si risveglia.

All’inizio sembra una ricerca razionale.

Vogliamo risposte. Vogliamo spiegazioni.

Ma presto ci accorgiamo che questo cammino va oltre la logica. Infatti, ci spinge verso dimensioni più profonde, dove non tutto può essere compreso con la mente.

I tre pilastri della crescita personale

Col tempo ho capito che la crescita personale tocca tre aree fondamentali:

  • il mondo delle relazioni
  • il nostro universo emotivo
  • e la consapevolezza (che considero la dimensione più profonda, oltre la mente e la psicologia)

Vorrei anche fare un distinguo tra crescita personale e crescita professionale.

La prima riguarda la profondità dell’essere. Quindi, ciò che cambia dentro di noi e che inevitabilmente si riflette fuori, in ogni aspetto della nostra vita.

La seconda riguarda le competenze e le abilità pratiche del lavoro. Sono in pratica due mondi paralleli. Tuttavia, a volte si intersecano.

In che modo si intersecano ? 

È chiaro che alcuni aspetti della crescita personale ricadono nel mondo professionale. Per esempio, quelli relazionali, emotivi e psicologici.

Quindi è importante capire questo aspetto. In sostanza, la crescita personale riguarda proprio la profondità dell’essere della persona.

I tre pilastri della crescita personale:

Relazioni – Universo Emotivo – Consapevolezza

Oltre ai pilastri esistono fasi della crescita personale, le trovi in questo articolo.

Le tappe e i momenti illuminanti della crescita personale

Il percorso non è mai lineare. È fatto di tappe. Piccoli o grandi “clic interiori” che illuminano il nostro cammino.

Figurativamente parlando, sono come un fulmine a ciel sereno. Sono le “intuizioni”: lampi di verità che arrivano all’improvviso. Arrivano senza logica, ma con una certezza profonda.

Ogni volta che li viviamo, facciamo un salto. È un cambiamento irreversibile. Da lì in poi non siamo più gli stessi. Siamo più consapevoli e conseguentemente più evoluti.

Ma per arrivarci serve attraversare zone d’ombra.

Serve autoanalisi, però fatta con distacco emotivo. Come se analizzassimo qualcun altro che non siamo noi.

Inoltre, serve il coraggio di guardarci dentro. E soprattutto di accettare quelle parti meno belle di noi. Quelle parti che non amiamo.

Accettare quelle parti meno belle non ci rende “vulnerabili”. Al contrario, ci “fortifica” nell’accettazione di chi siamo.

Solo così, lentamente, prepariamo il terreno a quei momenti di svolta che ci spingono in avanti.

Le “conseguenze” del questo processo evolutivo

Questa trasformazione porta inevitabilmente delle conseguenze.

Da un lato, impariamo a vivere con più essenzialità. Diamo meno valore alla superficialità.

Dall’altro, ci sentiamo progressivamente meno allineati con certi ambienti e cerchie sociali.

Non è una scelta volontaria. Semplicemente non risuoniamo più con ciò che apparteneva al nostro “vecchio mondo”. Le conversazioni superficiali, gli interessi senza profondità… molte cose cominciano a perdere di senso.

Di conseguenza, ci allontaniamo in modo naturale da qualcuno che magari avevamo l’abitudine di frequentare giornalmente.

Questo può spaventare. Infatti, significa a volte allontanarsi da persone care. Sentirsi diversi. Temere il giudizio.

Tuttavia, allo stesso tempo apre la strada a nuovi incontri.

Succede sempre, te lo garantisco. Incontriamo persone che vibrano sulla nostra stessa frequenza. Persone che ci traghettano nelle varie tappe evolutive.

Un’esperienza incarnata, non studiata in 50 ore di corso.

Tutto ciò che ho condiviso non nasce da 50 ore di corso. Non viene da teorie lette o da concetti imparati a memoria.

È frutto di esperienza diretta. Di vita vissuta. Mia e delle persone che ho incontrato lungo questo cammino.

Certo, corsi, libri, film e podcast hanno arricchito il mio percorso. Ma ogni insegnamento è sempre stato sperimentato in prima persona. Poi è diventato parte integrante di me.

Il mio viaggio è iniziato nel momento più buio.

Da lì si è aperta una strada. Una strada che mi ha portato verso la consapevolezza: capire chi sono, cosa voglio, quale traccia desidero lasciare nel mondo.

Ed è un viaggio che continua. Non ha una fine. Ogni giorno mi porta a nuove scoperte, a nuove sfide, a nuove consapevolezze.

Quindi, ciò che condivido con te nasce da questo cammino. Non da teorie astratte. È vita. Vita vissuta. È un’esperienza incarnata che sento il dovere di trasmettere.

Come iniziare un percorso di crescita personale

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