Quali sono le fasi della crescita personale?

Le tre fasi di una reale evoluzione interiore, secondo me, corrispondono all’Inferno, al Purgatorio e al Paradiso.
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Quando si parla di crescita personale, spesso si cerca una mappa chiara, un elenco di passi da seguire. Nella mia esperienza, però, questo non esiste.

Non ci sono istruzioni universali: la crescita personale è un percorso unico, profondamente individuale, fatto di esperienze, riflessioni e momenti di profonda introspezione.Se dovessi raccontare le fasi principali di questo viaggio, utilizzerei la metafora più potente che conosciamo: quella di Dante nella Divina Commedia. Le tre fasi di una reale evoluzione interiore, secondo me, corrispondono infatti all’Inferno, al Purgatorio e al Paradiso.

Fase 1: l’Inferno – scendere negli abissi del proprio io

La prima fase è quella più dura, la più intensa, ma anche quella fondamentale: scendere negli inferi del proprio io.

Qui incontriamo il buio vero, il lato più profondo e talvolta doloroso della nostra persona. È il momento in cui dobbiamo guardare in faccia tutto ciò che non ci piace di noi stessi: le azioni compiute, le parole dette male, le sofferenze eventualmente provocate a chi ci stava vicino, i fallimenti economici o personali, le opportunità mancate.

Non è facile. Nessuno ama confrontarsi con ciò che è stato sbagliato, con i propri limiti, con i propri difetti. Eppure, è indispensabile: solo guardando direttamente noi stessi possiamo capire cosa cambiare, chi siamo realmente e cosa vogliamo diventare.

Questa fase richiede autocritica autentica, trasparenza e coraggio. Nessuno è perfetto — io stesso non lo sono mai stato — ma è solo attraverso questo scontro con il nostro lato oscuro che possiamo iniziare a costruire qualcosa di nuovo.In questo percorso, ho trovato grande supporto negli insegnamenti di terapeuti come Mauro Scardovelli, che consiglio vivamente di seguire. La fase dell’Inferno è quindi una fase di analisi profonda e necessaria, in cui comprendere le nostre azioni passate e riconoscere ciò che non ci appartiene più.

Fase 2: il Purgatorio – purificazione e consapevolezza


Superata la fase dell’Inferno, si entra nella seconda fase, il Purgatorio.

Dopo aver osservato le ombre più oscure di noi stessi, arriva il momento della purificazione. Questa fase richiede tempo, riflessione e soprattutto perdono verso se stessi. È il momento di comprendere che molte delle nostre azioni derivano da paradigmi mentali ereditati, da credenze non nostre che abbiamo interiorizzato senza rendercene conto.

Accettare questo non significa giustificarsi, ma piuttosto permettere alla propria persona di creare nuove credenze, nuove abitudini e nuovi modi di pensare, generando risultati diversi e più soddisfacenti.Il Purgatorio è il momento in cui cominciamo a dare senso alle esperienze dolorose: trasformiamo gli errori in insegnamenti e iniziamo a coltivare un equilibrio interiore, capace di produrre benessere nella nostra vita, nella famiglia, negli affetti e persino nel nostro mondo professionale.

Fase 3: il Paradiso – redenzione, equilibrio e realizzazione

Superate le prime due fasi, si raggiunge il Paradiso, la fase della redenzione.

Qui abbiamo acquisito piena consapevolezza della nostra vita, del nostro passato e di chi siamo. Abbiamo imparato a equilibrare ego e spirito, a integrare disciplina, volontà e resilienza. Non significa che non commetteremo più errori, ma che gli errori avranno un peso minore perché agiremo da una posizione di consapevolezza.

Il Paradiso rappresenta il momento in cui possiamo finalmente vivere in armonia corpo, mente e spirito, creando nuove credenze, nuove abitudini e una nuova visione della vita. Qui la nostra esperienza si traduce in risultati concreti e benefici, non solo per noi stessi, ma anche per le persone a noi care.

Come Dante, anche noi abbiamo bisogno di guide interiori:

  • Virgilio, la ragione, per osservare lucidamente ciò che va cambiato;
  • Beatrice, la fiducia e la fede, per credere nella possibilità di cambiamento;
  • San Bernardo, la mistica, per affidarci a una sorgente spirituale che ci accompagni nelle scelte e nelle azioni.

È così che possiamo agire con equilibrio e coerenza, creando una vita più autentica e consapevole, ottenendo finalmente risultati appaganti.

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